Lettera aperta alle autorità svizzere
Signora presidente della Confederazione svizzera,
sono stato informato della condanna a 29 mesi di prigione di André Fürst, fondatore di Chanvre-Info e membro del comitato direttore di ENCOD, una coalizione di cittadini che si oppongono alla guerra alla droga, per la coltivazione e la vendita di canapa nel periodo 1998-2002.
Sono stato sorpreso e indignato da questa sentenza poiché credevo che la Svizzera avesse messo in pratica, tra il 1998 e il 2004, un modello pragmatico di regolamentazione della produzione, della distribuzione e del consumo di canapa. Numerosi rappresentanti ufficiali della Svizzera hanno moltiplicato le dichiarazioni in tal senso, come la ex-presidente Ruth Dreyfuss, la ex e l’attuale Consigliere federale Ruth Metzler e Pascal Couchepin. Ne è conseguita una confusione maggiore sul modo nel quale dev’essere interpretata la legge svizzera sugli stupefacenti. Questa confusione non si è ancora chiarita visto che il parlamento svizzero è impegnato nell’esame di una revisione definitiva della legge che dovrebbe probabilmente entrare in applicazione nei prossimi due anni.
D’altra parte sono stato informato che Chanvre-Info sviluppa e commercializza numerosi articoli a base di canapa che con la droga non c’entrano per niente, prodotti atti all’alimentazione, la plastica vegetale, i tessili, la canapa quale sorgente d’energia. Questi prodotti corrispondono in misura notevole al concetto di sviluppo rurale ragionevole e durevole. La rinvio alla raccomandazione seguente tratta dal rapporto del Parlamento europeo sulla futura strategia delle droghe dell’Unione europea approvata nel dicembre del 2004: “Prendere in considerazione la possibilità di lanciare progetti pilota per la fabbricazione industriale di prodotti legali derivati da piante coperte dalla convenzione del 1961, come la foglia di coca o la canapa indiana.” Questo è il lavoro di André Fürst. Queste attività per la riabilitazione globale della canapa contribuiscono alla conservazione del pianeta e alla coesione sociale della nostra società. Non hanno nulla a che vedere con le operazioni delle organizzazioni criminali che approfittano del proibizionismo imperante, vera cancrena dell’economia globale che distrugge la pace. La Svizzera dovrebbe essere fiera di questo suo cittadino e non trattarlo come fosse un criminale.
Ovunque nel mondo ci sono abbastanza esempi del modo irrazionale e inumano con il quale sono condotte le politiche delle droghe. La Svizzera è nota come esempio di pragmatismo e riformismo, anche per quanto concerne la politica delle droghe. Le chiedo di fare tutto il possibile perché André Fürst non diventi vittima di una chiara forma d’ingiustizia.
In un futuro prossimo la proibizione della canapa sarà considerata un errore storico. Le molteplici utilizzazioni di questa pianta, incluse le applicazioni mediche, accompagnano lo sviluppo dell’umanità da millenni. Noi ne abbiamo un grande bisogno per rispondere alle sfide ecologiche, economiche e sanitarie del 21° secolo. In questo contesto sarebbe un errore tragico rinchiudere in prigione André Fürst. Come cittadino europeo, preoccupato per la politica delle droghe e delle sue implicazioni nel campo dei diritti umani, penso che sia imperativo che questa sentenza venga rivista.
Con i miei saluti distinti
Nome e Cognome
Età
Città
Nazione
Presidente della confederazione elvetica
Micheline Calmy-Rey
Palazzo federale est
CH 3003 BERNA
Tel.: 004131 324 5033
Fax: 004131 323 5782
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